La cestineria

La Sardegna, con la sua vegetazione ricca di arbusti è sempre stata il luogo ideale per il confezionamento dei cesti: le materie prime adoperate erano differenti, nel territtorio di Villacidro ritroviamo giunco, canne, salice e olivastro, mentre è diffuso in tutta l’isola il cesto in vimini ricavato dal salice, dall’olivastro, dal lentischio e dalla canna.
I cestini tipici erano di due tipi, quelli fabbricati dagli uomini, rustici e da lavoro, utilizzati per attività di raccolta e pesca e quelli fabbricati dalle donne, utilizzati in ambito domestico; questi ultimi erano più curati nei particolari, venivano arricchiti con decorazioni che rallegravano l’ambiente domestico e tutt’ oggi, perduta la loro funzione originaria, hanno acquisito una finalità decorativa. Raggiungevano inoltre misure elevate, come ad esempio “sa crobi”, cesto molto grande usato per la farina, la pasta e il pane.

Questa attività impegnava tutta la comunità, sia per la raccolta che per la produzione; ogni famiglia aveva una batteria di cesti, detta “su strexiu de fenu” che comprendeva 3 panieri e 3 “crobis” (corbule), tutti di forma tronco-conica rovesciata.
Il mestiere del cestinaio lo si trova ancora oggi in molti paesi della provincia e dovunque forme antiche e moderne si fondono dando vita ad oggetti dai molti colori e forgie.

 

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