I coltelli

La Sardegna può essere senz’altro definita terra di metalli e di coltelli; in tutta l’isola l’attività dei fabbri coltellinai è molto diffusa, con una produzione che varia dalle falci ai coltelli.
In particolare per i coltelli, ce ne sono alcuni più noti, tra i quali spicca ”l’Arburesa”, chiamato anche a “foggia antica” o “gonnese”. Si presenta con lama panciuta, manico ricurvo in un unico pezzo e due fascette metalliche all’estremità, usato in particolare dai pastori per la scuoiatura.
Si distingue poi il tipo “guspinese”, dalla forma un po’ panciuta, con manico in corno di montone leggermente ricurvo, perfetto per vari usi di punta e taglio: di quest’ultimo esiste un modello senza punta, introdotto dal governo agli inizi del 1900, che si diffuse soprattutto tra i minatori.


Girando per i paesi della provincia non è difficile trovare uno dei tanti laboratori nei quali è possibile assistere alla lavorazione del coltello.
Ogni due anni a Montevecchio, importante centro minerario della zona, si svolge la mostra denominata “arresojas”che, nata per riscoprire e promuovere il patrimonio delle lame sarde, è ormai divenuta un fondamentale appuntamento per appassionati e curiosi. Sempre in provincia, Arbus ospita il “Museo del coltello sardo” dove si assiste alla lavorazione del coltello attraverso la visita di ambienti già in origine destinati all’officina del fabbro.

Qui in allegato un depliant dei coltelli artigianali della provincia del Medio Campidano

 

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