Pro Loco Guspini

Dintorni

Priva di spiagge "proprie" Guspini funge da "tappa obbligata" o quasi per chi intende recarsi verso la "Costa Verde" e le localita di Flumentorgiu o "Tunnaria" (detta anche Porto Palma) "Torre dei Corsari", "Funtanazza", Gutturu Flumimi", "S'Enna 'e S'Arca", "Pistis", distanti tutte circa 25 Km.

Basalti colonnariOffre comunque diversi "spunti" di visita per il turista. Oltre al bosco di "Gentilis" attrezzato a parco comunale, alla cava di basalto a colonne verticali (unica nell'Europa continentale e mediterranea), alla fonte di "Luziferu", Guspini è ricco di numerosissime testimonianze storiche.
Sulla base di questi elementi è stato studiato e viene proposto un ITINERARIO TURISTICO NEL TERRITORIO DI GUSPINI di tipo archeologico e naturalistico molto interessante così articolato:

Ricco di numerosissime testimonianze storiche, può vantare la più vasta concentrazione di resti archeologici nel territorio della 18^ Comunità Montana, che, se opportunamente salvaguardati e valorizzati, porrebbero il Comune di Guspini tra i più interessanti della Sardegna

NeapolisPresso il Km. 93.800 della S.S. 126 per Terralba è possibile osservare, dopo aver lasciato la statale, sul lato orientale, per circa 200 metri, una antica fonte romana databile al III secolo d.C. con annessa vasca rettangolare. Il piccolo complesso ubicato lungo l'antica strada romana "Neapolis-Metalla" e presumibilmente prossimo ad un abitato, venne modificato ed adattato in epoca medioevale, specie la vasca che venne utilizzata come abbeveratolo. La presenza in loco di un prezioso vegetale (ontano) che i romani usavano per la costruzione delle navi e la tintura delle vesti, diede il nome alla località ed alla stessa fonte denominata "Sa Mitza de S'Abiu" (la Sorgente dell'Ontano)

Mitza de S'AbiuAll'altezza del Km. 95.800, presso la chiesetta campestre di Sant'Isidoro, si lascia la statale 126 e ci si inoltra in direzione Est lungo la strada vicinale per circa 800 metri. All'interno del vasto appezzamento agricolo, in direzione Sud non sarà difficile scorgere le due statue Menhirs. Riconducibili al IV millennio a.C., alla così detta "Cultura di San Michele di Ozieri", rappresentano rispettivamente la Dea Madre (Sa Sennoredda) ed il Dio Toro (simboleggiato con una forma fallica)

Proseguendo lungo la Statale 126 all'altezza del Km. 98,900, si imbocca, sul versante occidentale, la strada campestre che può essere percorsa per circa 500 m. in auto ed il resto, circa 200 m. è consigliabile effettuarlo a piedi, in quanto risulta molto sconnessa. Sul lato Ovest della carrareccia, si distingue, all'interno di un campo, un Menhir tozzo, con un'altezza di m. 1,60. Trattasi di una pietra fitta denominata "Dea Madre" a seguito delle numerose cupelle, in negativo, che occupano buona parte delle sue quattro facciate, la più significativa delle quali a esposta a nord. Anche questo Menhir viene riportato alla Cultura di San Michele di Ozieri. del IV millennio a.C.

Mitza NieddinuRiportandosi sulla Statale 126, si percorre ancora per circa sino al Km. 99,00. Sul versante occidentale è ubicato a circa 30 m. dalla Statale, il Pozzo Sacro denominato "Sa Mitza de Nieddinu". Trattasi di un complesso nuragico riconducibile al "Bronzo Finale" (1.200-900 a.C.) attualmente è senza la copertura della Tholos, ma conserva in buono stato la camera e la scalinata d'accesso con nove gradini.

Dopo aver lasciato "Sa Mitza de Nieddinu" si prosegue per altri 500 metri, sino al Km. 99,500 ove non sarà difficile scorgere sul versante occidentale la strada campestre nella quale dovremmo inoltrarci. E' consigliabile lasciare l'auto nel crocevia poco più avanti e percorrere a piedi uno sterrato interno ad una proprietà privata. Si percorrerà la pista in direzione del Nuraghe Melas, che a quel punto sarà abbastanza visibile per circa 500 m. ove si potrà superare il fiume Melas su una passerella in legno. A quel punto il complesso nuragico potrà essere raggiunto dal versante Nord percorrendo un sentiero d'accesso presumibilmente coevo al nuraghe. Del complesso si conserva in ottimo stato il torrione centrale con la scala d'accesso al terrazzo (distrutto) e buona parte dei contrafforti e murature di difesa. Denominato anche nuraghe "Fummiu" (a causa del suo colore fuligginoso) viene classificato fra i nuraghi del Bronzo Finale (1200-900 a.C.).

Lasciato il nuraghe Melas, si prosegue l'itinerario verso l'area lacustre degli stagni di San Giovanni e Santa Maria a Nord del territorio di Guspini.

Sempre lungo la S.S. 126 si arriva al Km. 102.800, bivio per Santa Maria di Neapolis. La strada Provinciale dovrà essere percorsa in direzione Nord per circa 14 Km. sino all'altezza dell'antica città di "Neapolis" (dove sono gia iniziate le campagne di scavi a cura dell'Università di Sassari) lungo la strada di S. Antonio di Santadi. Da questo punto basta inoltrarsi lungo una delle vie sterrate verso gli argini dello stagno e cercare un buon posto di osservazione per ammirare numerosissime specie di uccelli compreso, nelle acque basse, anche il fenicottero rosa.

La tappa intermedia, che consenta anche un recupero di energie, potrà essere raggiunta percorrendo a ritroso, per circa 6 Km., la Provinciale sino al bivio per il Parco di "Gentilis". Nel parco comunale a possibile sostare per consumare una confortevole colazione al fresco di lecci secolari. L'area è attrezzata con tavoli e panchine.

NuragheSi riprende il viaggio sempre sulla Provinciale in direzione Sud sino al bivio per la località di "Pardu Atzei" (4 Km. dal bivio per Gentilis) A 500 metri dal bivio di Pardu Atzei, sul versante orientale si scorgono i resti di un'altro nuraghe "Brunk'e S'Orku" ai piedi del colle omonimo. Percorrendo per circa 400 metri uno sterrato, si raggiunge "Su Coddu de Santu Giuanni" ove è ubicato un circolo megalitico denominato "Su corrazzu de is Pillois" (Il recinto degli Uccelli). Trattasi di un circolo simile per alcuni aspetti a quelli di" Li Muri" di Arzachena, ma decisamente più grande con un diametro di 19 metri. Potrebbe essere collocato nel periodo Calcolitico fra la seconda metà del III e gli inizi del II millennio a.C.

Riportandosi sulla Provinciale, proprio dirimpetto, sul versante occidentale, il colle "Brunku Maddeus" ospita, sulla sommità che guarda il Monte Arcuentu una "Domus de Jana". Trattasi di un monumento funerario del tipo a "forno" composto di due ambienti e un ingresso. Di dimensioni ridotte, circa m. 1,80 di lunghezza e scavato nella breccia vulcanica, può essere ricondotto al medesimo periodo del circolo megalitico tra il III ed il Il millennio a.C.

Proseguendo sempre in direzione Sud verso Guspini per altri 3 Km. Ci si troverà al si sotto del monte S'Aurecci all'apice del quale è posto un complesso fortificato di epoca Nuragica databile all'Età del Ferro (900-500 a.C.) L'accesso è un poco faticoso in quanto non vi sono strade per arrivarci ma una volta raggiunta la sommità oltre che godere di uno stupendo paesaggio ci si può rendere conto della posizione strategica e del poderoso complesso. Il complesso di "S'Aurecci" con massicce mura, avente una forma romboidale con quattro torri agli apici. Dei quattro torrioni solo la torre Est è ancora in buono stato di conservazione e vi si accede tramite un ingresso semi interrato dal versante sud.

 

 

 

Associazione Turistica Pro Loco - Via San Nicolo' - 09036 Guspini (Cagliari) - Sardegna

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